Lasciare il cane in pensione – consigli esperti

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Come è bello passare le vacanze con il nostro migliore amico…

Fare delle passeggiate insieme a lui, andare al mare o in montagna insieme e anche quest’anno, nonostante siano state vacanze “diverse” per tutti, molti di noi hanno trascorso le ferie con i propri cani.

 

Ricordo sempre con nostalgia e affetto l’avventura che ebbi durante una breve vacanza al lago con Evril (vuoi conoscere questa avventura? Viene raccontata all’interno del mio libro “Il cane che mi ha insegnato a volare”: CLICCA QUI per ricevere l’anteprima gratuita).

 

Purtroppo  per tanti motivi non sempre sono riuscita, come avrei voluto, a portare Evril con me in vacanza. Lei è infatti un pastore tedesco e non sempre i cani di grossa taglia vengono accettati all’interno dei luoghi di vacanza, sia da parte dei proprietari che dei villeggianti.

 

Per questo, solitamente, io e la mia famiglia abbiamo deciso di fare sempre le vacanze a turno, per non lasciare i nostri amici soli in casa.

 

Ma chi non ha questa possibilità? Deve dare questa responsabilità al vicino o all’amico, che andrà a trovare il cane solo poche ore al giorno facendolo sentire solo per giorni?

 

Ho avuto sempre questo dubbio e, parlandone con Margherita Mentasti, proprietaria di Villa Gala ho scoperto che esistono delle “pensioni” create apposta per loro, delle vere e proprie strutture alberghiere dove potranno fare la loro vacanza, invece di soffrire di solitudine.

 

Mi sono sempre chiesta se questi luoghi rendessero realmente felici i nostri amici, e per questo mi sono fatta spiegare da Margherita come si svolge l’inserimento all’interno della sua struttura.

 

Prima di tutto ci sinceriamo che il candidato non abbia problemi di interazione con gli altri cani. La nostra priorità infatti non è tenere il cane a tutti i costi, ma fare in modo che il cane sia in grado di viversi BENE il soggiorno da noi, che stia sereno, che sia per lui una esperienza piacevole e di accrescimento”, mi ha detto Margherita.

Questo vuol dire che i cani “se non ci sono i presupposti per un piacevole soggiorno devono prima affrontare le loro problematiche con un istruttore per arrivare “preparati” e riuscire a fare anche questa esperienza”.

Ma come lasciare il tuo cane in pensione, all’interno di una struttura che per lui è nuova? Passiamo ancora una volta la parola a Margherita.

Durante la prima prova il cane insieme alla sua famiglia viene a conoscere il posto, appena varca il cancello viene liberato e gironzola liberamente dentro e fuori casa, esplora ogni angolo a sua discrezione. Noi semplicemente facciamo lo stesso coi proprietari, senza richiamare il cane o chiedergli di essere seguiti.

In realtà ci occupiamo prima di tutto dei proprietari: farli rilassare, distrarli facendoli parlare in modo che il cane sia libero di esprimersi, rassicurarli sulla sicurezza della struttura, mostrargli ogni dettaglio, spiegargli cosa succede durante la giornata…

Già dai primi passi è possibile farsi un’idea del cane che abbiamo davanti: quanto il cane si allontana dai suoi referenti, quanto li tiene sotto controllo, cosa fa mentre loro sono occupati a parlare con noi (che facciamo apposta a distrarli…), come esplora, come si muove, il suo stato emotivo, etc.

Il nostro obiettivo è che il cane si porti a casa una esperienza piacevole e positiva, un bel ricordo.

Decidiamo anche se fargli conoscere qualche cane che in quel momento è in struttura. Se farlo in presenza dei proprietari o meno è sempre in base a quello che è successo prima: se vediamo che i proprietari sono preoccupati, ansiosi, che si agitano e non sono rilassati, preferiamo mandarli via per il primo approccio perché potrebbero involontariamente creare tensioni e mettere in difficoltà gli stessi cani.

Altrimenti gli diamo le istruzioni di base (non toccare i cani, non richiamare i cani, non stare fermi, non uscire cibo, non intervenire nelle interazioni, etc etc…) valutiamo se è possibile la loro presenza, ma soprattutto se il cane ne ha BISOGNO!

Se, per esempio, abbiamo davanti un cane fobico non gli possiamo togliere il suo unico punto di riferimento, perché certamente io non potrò sostituire i suoi proprietari, almeno non subito.

Io sono sempre favorevole (salvo casi di evidente incompatibilità) al gruppo, perché tra loro i cani si aiutano moltissimo, sanno capire se il quello nuovo è in difficoltà e nessuno meglio di loro sa trasmettere le emozioni giuste per viversi il momento.

Su questo punto mi soffermo un attimo… i cani che sono già qui vivono esperienze piacevoli, divertenti, positive: se le emozioni che permeano un luogo sono queste, i cani trasmetteranno queste. Se i cani sono stressati, nervosi non possono che trasmettere stress e nervoso.

Per questo motivo il numero di ospiti è limitato: i cani devono trovarsi bene tra loro e non semplicemente sopportarsi. Poter anche riposare, avere degli spazi personali, essere curati nelle loro individuali necessità. Questo non è il luogo dove i cani sono sempre attivi, sempre sparati a mille, sempre a correre come dei folli: ci sono certamente i momenti di gioco e follia, ma c’è anche il rispetto per il riposo, degli spazi, dei tempi e delle esigenze di ognuno”.

Quindi, se non ti è possibile portare il tuo amico in vacanza con te, potresti prendere in considerazione questa alternativa.

Come dice Margherita:

Non sempre le vacanze sono felici per i nostri cani. Per questo, dovremmo sempre chiedere la loro opinione. Certo, loro non ci possono parlare esplicitamente, ma dobbiamo essere noi a comprendere quali situazioni sono adatte a loro, affinché siano vissute e ricordate come fonte di emozioni positive e non di eccessivo stress. Non dobbiamo solo noi a essere felici per averlo con noi, ma anche lui deve stare bene e trarne un’esperienza piacevole”.

Nella maggior parte dei casi, voglio precisarlo, questo non succede e si trascorrono vacanze bellissime con i nostri amici, come ho fatto anche io con Evril.

Ma a volte, è consigliabile lasciare il tuo cane in pensione, magari perché è di taglia troppo grande, perché l’albergo dove abbiamo prenotato scopriamo che non è pensato anche per animali o, più semplicemente, perché non è il luogo adatto a lui, potrebbe soffrirne.

Ti consiglio di immaginare la prossima vacanza con gli occhi del tuo cane. Portalo sempre con te, ma a patto che sia un’esperienza piacevole anche per lui perché citando ancora una volta Margherita:  

Ogni cane, proprio come ogni umano, è un individuo a sé, con le proprie preferenze, i propri punti di forza, i talenti ma anche le proprie fragilità… ciò che per uno può essere divertentissimo per un altro può essere fonte di preoccupazione, di ansia, di stress…

io per esempio vado subito in ansia quando vedo quei folli che attraversano ponti sospesi nel vuoto, mi viene la tachicardia solo a guardarli! Eppure loro si divertono un mondo…

Se al momento non riesci a portare il tuo cane con te e non sai dove lasciarlo, ti consiglio di visitare Villa Gala di Margherita. 

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