Caro Jhon – Addio a un pezzo del mio cuore

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Si dice sempre che per quanti anni splendidi e felici un cane possa vivere si sa che un giorno, quello in cui morirà, il tuo cane ti spezzerà il cuore.

James Harriot

Caro John…

Dire addio al proprio amico non è mai facile, io lo so bene. Tu non sei il primo cane che ho perso, né il primo che perderò. Chi considera il nostro migliore amico a quattro zampe come membro della famiglia, sa quanta sofferenza può causare la sua scomparsa. Sa come si spezza il suo cuore e quanto vuoto lascia.

A volte le persone ci dicono “Ma è solo un cane… te ne prenderai un altro”. Peccato che ogni cane è unico e irripetibile, come lo siamo noi. E tu eri unico…

Ricordo ancora quel giorno in cui tu e i tuoi fratelli siete nati: Ibra (tua madre) allora era ancora molto giovane e come al solito scappò di casa. Pochi giorni dopo, ritornò e iniziò a ingrassare….

Poi, il 25 dicembre di 13 anni fa sei nato tu. Già, proprio il giorno di natale perché Ibra quel giorno ci fece 3 bellissimi regali: 3 cuccioli, uno più buffo e simpatico dell’altro. Tu eri il più paffuto e fino ad oggi sei sempre stato il più grassottello di tutti.

Nel corso di questi 13 anni hai conosciuto diversi amici e ne hai persi alcuni. Tuo fratello Jack, per esempio, è venuto a mancare qualche anno fa ed eravate rimasti tu e All a farvi compagnia diventando inseparabili.

Non siete mai stati i classici cani da “passeggio”. A voi bastava la vita tranquilla nel giardino di casa, qualche coccola e via. Poi, purtroppo ti sei ammalato. Dapprima hai iniziato a perdere la vista e piano piano, giorno dopo giorno, iniziavi a vedere solamente le ombre. Ma tuo fratello All è sempre stata la tua guida. Dove non arrivavi tu, lui ti faceva capire come dovevi gestire la tua vita.

Con il tempo, hai continuato a sentirti sempre più male, fino a quando, un anno fa non ti hanno riscontrato il diabete. Chi non ha mai avuto un cane oppure, anche se lo ha avuto, non ha mai sofferto di questa patologia, forse non sa che per loro non funziona proprio come con le persone. È molto difficile, infatti, gestire la dose esatta dell’insulina e quale alimento dare al cane e la dose giornaliera consigliata.

Ci vuole tanta disciplina e organizzazione per gestire il nostro amico con questa malattia. Ma tu, avevi mia madre. Una donna eccezionale. Organizzata al minimo dettaglio per non farti mai mancare nulla e precisa peggio di un orologio. Mattina e sera, ogni 12 ore, neanche qualche minuto in anticipo o in ritardo, era pronta a curarti e a gestire il tuo malanno. E così è andata avanti per quasi un anno esatto.

Ma ieri 11 giugno, non ce l’hai fatta. Non sei riuscito a sopportare il tuo dolore. Così, dopo due giorni di digiuno, ti sei aggravato sempre di più e insieme a mamma abbiamo capito che era giunto il momento di lasciarti andare. Non è mai facile prendere questa decisione, soprattutto per qualcuno a cui vuoi bene, ma, come dico sempre, è la scelta più giusta che uno possa fare.

Un gesto altruista per far smettere il tuo dolore. Tremavi, ansimavi, avevi il respiro corto ed eri tutto disidratato… Poi, “la dolce morte”. Piano piano ho visto il tuo respiro calmarsi, ti ho visto per la prima volta riposare dopo tanto tempo e, qualche minuto dopo ho sentito il tuo cuore… Non batteva più.

Così, ti ho detto addio.

Addio caro amico mio, ora attraversa quel ponte che in tanti raccontano e salutami tuo fratello Jack. Finalmente potrete tornare a giocare e a correre felici insieme. Ora lì, potrai tornare a vedere di nuovo…

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