Educazione cinofila: come evitare gli errori più comuni e rispettare il tuo cane?

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La cultura cinofila, soprattutto in questi ultimi anni sta prendendo sempre più piede. Ancora però, in molti si rivolgono all’addestratore o all’educatore cinofilo solo in caso di problemi e mai dall’inizio, quando il cane inizia a crescere e ad esplorare il mondo. Infatti, al pari di un bambino che mandiamo a scuola per imparare a stare in un contesto sociale, così dovremmo fare anche per i nostri migliori amici.

Come ti ripeto a volte ci si va quando è troppo tardi e comunque sia si fa la cosa giusta. Ma quando a fare la cosa sbagliata non sei tu, ma l’educatore cinofilo al quale ti rivolgi? Per questo motivo, ho deciso di raccontarti la storia di Sam e Noemi. Da questa storia potrai capire quali sono gli errori da evitare o quali sono i segnali da riconoscere, quando si decide di affrontare un percorso di educazione a “ 6 zampe”

Iniziamo.

 

Ciao e benvenuta su Le Zampe di fido. Vuoi presentarti ai nostri lettori e parlarci del tuo migliore amico?

Ciao e grazie della possibilità. Io mi chiamo Noemi e il mio amico si chiama Sam, un pastore tedesco maschio di 4 anni.

Come vi siete conosciuti?

 Sam è arrivato a casa mia dopo la morte della nostra amata cagnetta Milly. È mancata a luglio e a settembre abbiamo preso Sam. È stato preso da una cucciolata di un privato e, nonostante al contrario dei miei genitori non fossi pronta, quando è entrata questa palletta di pelo (aveva 3mesi e mezzo) me ne sono subito innamorata.

Ci vuoi raccontare i primi anni di Sam?

Man mano che cresceva, ho notato che aveva dei problemi comportamentali. Premetto che non abbiamo mai avuto pastori tedeschi o cani di grandi taglie e quindi non sapevamo come comportarci. Lui da buon maschio si metteva ad abbaiare a passanti e cani e io non potevo in un centro di addestramento, in quanto non avendo un lavoro e non potevo permettermelo economicamente. Ma era ormai ingestibile quando lo portavamo fuori (aveva 3 anni), mentre in casa si trasformava in un vero angioletto.

E cosa avete deciso di fare?

Un mio parente viene a conoscenza di un campo di addestramento vicino al nostro comune di residenza, Canavese, che aveva un costo accessibile. Prendiamo Sam e lo portiamo alla lezione di prova. Conosco il signor C.M., l’addestratore, che mi dice che ho un cane “schizzato”, e va addestrato.

Come è stata questa esperienza?

Ti parlo della prima lezione, Silvia.  Mi ricordo ancora che fu svolta il sabato pomeriggio. In un campo, insieme a me ci sono tanti altri cani con i loro rispettivi padroni. Iniziano le sessioni di addestramento, si fanno ricerche sul campo e una o due persone si nascondono nel bosco e il cane li deve trovare. Sam in questo era particolarmente bravo. Questo a fine lezione. A inizio, invece, si stava in fila, si eseguivano i comandi e si camminava in mezzo ad altri cani e padroni (non rispettando le distanze di sicurezza). L’addestratore non mi era molto simpatico: se decidevo di non andare un sabato sì arrabbiava e durante ogni lezione aveva sempre qualcosa da ridire su di noi, e su come non fossimo in grado di tenere i nostri cani. Come ti ho già detto, non c’erano distanze tra un cane e l’altro e, per questo motivo, vi erano continue zuffe tra loro.  E Sam in mezzo a questo delirio non migliorava, anzi.

Quindi, nonostante il suo percorso, il comportamento di Sam rimaneva lo stesso?

Purtroppo sì e col senno di poi ho capito il perché. I cani venivano strattonati ogni volta che commettevano un errore, gli si urlava contro dei “NO” secchi. Inizio così a capire che qualcosa non andava, ma a quel tempo non comprendevo che cosa. Da ignorante in cinofilia non comprendevo che l’addestratore ne sapeva zero.

 E continui a frequentare quel campo?

 Sì, purtroppo. Quando sei all’interno di una situazione, non comprendi pienamente cosa è in realtà. È dall’esterno che vedi l’assurdità di un gruppo cinofilo dove il tuo addestratore si altera se salti un sabato e ti fa fare un giro di campo se sbagli a rispondere. E questa è stata la realtà con la quale mi sono scontrata un anno fa. I due coniugi sono sempre stati amanti di attenzioni, partecipavano alle fiere di paese, agli incontri nelle scuole e nelle case di riposo. Il mio fidanzato (che avevo conosciuto proprio all’interno campo) ha Kira, un cane dolce, tranquillo, una pazienza infinita ed è adatto a questo tipo di aventi. Partecipiamo quindi insieme, lui da vicepresidente non può tirarsi indietro. Almeno Sam è salvo.

Qui Sam in compagnia di Kira.

Può sembrarti esagerato, ma non lo è. Nelle scuole, infatti, i cani stavano più di due ore senza pausa in un percorso ad ostacoli, con almeno 40 bambini.

Il cane quando arrivava a casa sfinito. Non si guardava il benessere dell’animale. Un giorno dopo un pomeriggio passato in una scuola, con le temperature alte, Kira era sfinita ma, nonostante questo, è stata costretta a lavorare perché l’addestratore aveva deciso in questo modo. Lui e soltanto lui sapeva cosa fare, tutti gli altri erano idioti. Quel giorno è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il risultato è stato che io e il mio fidanzato abbiamo iniziato a non partecipare più alle manifestazioni.

Dopo un po’ di tempo una persona che avevo conosciuto nel gruppo cinofilo, mi invita a iscrivermi alla Pagina Facebook “pastore tedesco meravigliosa creatura ” che organizzava anche una serie di raduni. Io e il mio ragazzo del ci andiamo. Fu una giornata stupenda, partecipiamo anche alla gara che organizzavano, e parlo con un’addestratrice che poco prima aveva fatto una dimostrazione. Devo premettere che con Sam usavo la Gentilina e, parlando con quest’addestratrice, mi parla delle controindicazioni e del pericolo nell’utilizzarla. Nessuno me lo aveva mai detto prima. Mi cadono le braccia. Mesi che frequentavo un campo per non ottenere con Sam nessun risultato, anzi dei peggioramenti. Ci fa quindi il nome di una professionista.

Racconta…

 

Si trovava a Ivrea, a un’ora da casa mia. Un amore di donna. Non usa lo strozzo, che a me non era mai piaciuto e non aveva portato nessun risultato a Sam, che l’aveva abbandonato dopo una settimana.  Inoltre, fa lezioni individuali e non collettive. Nel frattempo, trovo un lavoretto, ma appena mi sarà possibile riprenderemo.

In questo periodo dove siamo tutti a casa a causa del Corona Virus come ti comporti con Sam?

Stiamo lavorando ogni giorno. Gli faccio fare esercizi, giochi di attivazione mentale, di ricerca croccantini e si diverte molto. Dopo questa esperienza, siamo entrambi cresciuti molto e io sono più consapevole di quello di cui ha bisogno. Mi sono informata meglio grazie a YouTube e il campo a Ivrea mi ha aperto il mondo della cinofilia. Cerco di essere aggiornata e di capire di più sull’addestramento del cane. Purtroppo sono incappata in un addestratore che di cinofilia non ne sapeva nulla. Non è un professionista nel settore.  Ho imparato dopo questa batosta a essere più attenta alle mie scelte. E Sam è migliorato tantissimo e ho capito che era tutto meno che “schizzato”. Io e Sam non abbiamo mai avuto un rapporto perfetto. Siamo un binomio che ha lavorato e sta lavorando tanto. Amo il mio cane così com’è. Non ho mai seguito gran parte delle idiozie che ci venivano dette perché non le ritenevo corrette. E ho fatto bene. L’istinto è quello che ti guida sempre nella direzione giusta.

Grazie Noemi e dai un saluto a Sam

 

Grazie a te, Silvia per aver raccontato la nostra storia.

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