Cane e bambino: l’importanza di crescere insieme

Cane e bambino: l’importanza di crescere insieme

Non sono mai stato un bambino come tutti gli altri e non ho mai avuto tanti amici: pochi pochissimi, li posso contare forse sulle dita di una mano.

 

Anche il primo periodo della scuola non è certo stato felice per me. Oggi si parla tanto di bullismo, ma non è certo una novità. Calci, schiaffi, insulti, prese in giro, un braccio e una gamba rotta, queste erano le mie giornate scolastiche.

 

Ma non scrivo queste parole certo per vittimismo. Ma per farti capire, a te che mi leggi, che non sempre la vita dei bambini è serena e felice. C’è stata, però, una cosa (o meglio, qualcuno) che mi faceva capire a ogni sguardo che ci poteva essere amore anche per me. No, non mia madre, non mio padre, non una fidanzatina. Il cane di mia nonna.

 

So che a qualcuno potrebbe sembrare assurdo. Ma se continuerai a leggere questo articolo spero di riuscire a spiegartelo nel migliore dei modi…

 

Il cane, o meglio il mio migliore amico, di cui ti volevo parlare si chiamava Black. Era un bassotto di color nero (anche se io l’ho sempre visto bianco, perché era ormai anziano da quando me lo ricordo) e la prima immagine che mi viene alla mente sono i suoi occhioni che mi guardano.

 

Era il mio primo giorno di scuola ed ero veramente entusiasta. Immaginavo finalmente di avere tanti amici, tante persone con cui studiare, parlare… La realtà fu molto diversa. Mi ritrovati sin dal primo giorno da solo all’ultimo banco.

 

Capirai come mi sentivo e avevo solo voglia di sdraiarmi sul letto una volta tornato a casa di mia nonna (stavo lì per tutto il pomeriggio perché i miei genitori lavoravano entrambi). Improvvisamente sento Black che corre verso di me, si blocca e mi guarda.

 

Guardando i suoi occhi avevo capito tutto. Era come se mi stesse dicendo: “Rodolfo, andrà tutto bene. Ci sono qui io”. Ed è stato per tanti anni effettivamente così.

 

Dopo tutte le delusioni, le sconfitte, le amarezze mi bastava guarda gli occhi di Black per riacquistare la mia serenità.

 

Andare a Villa Borghese insieme e vederlo improvvisamente correre e “ringhiare” contro cani lupo grandi il triplo mi faceva sempre tanto ridere, anche se abbiamo rischiato più di una volta l’osso del collo.

 

Oppure quando se ne stava rannicchiato a guardare la televisione e io gli saltavo in groppa (il Rodolfo bambino, non so per quale associazione mentale strana, pensava fosse un cavallo) e lui cercava di dimenarsi per farmi cadere e mi guardava come fosse offeso e arrabbiato. Ma dopo pochi secondi cambiava espressione, come se mi sorridesse.

 

Questa è stata la mia esperienza da bambino con Black. Non un cane come dicevo, ma un amico. Un amico che mi ha fatto sorridere alla vita e anche avere fiducia nelle persone.

 

Sì, proprio così, perché è grazie a Black che sono riuscito ad avere, almeno in parte, fiducia nel mondo, non pensare che tutte le persone fossero come i miei compagni di scuola. E certamente se non ci fosse stato, oggi sarei molto molto diverso.

 

Per questo mi arrabbio quando sento parole come queste:

 

Mi piacciono i cani, ma ho un bambino piccolo. È pericoloso!”.

 

Ti posso garantire che non c’è niente di pericoloso nel regalare un cane a tuo figlio. L’unico pericolo che potresti correre è regalargli un piccolo grande amico che gli donerà amore incondizionato, momenti di felicità e lo farà essere un adulto migliore.

 

Rodolfo Monacelli

 

 

 

 

2020-03-25T09:01:05+00:00

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