Pepe: l’eutanasia di un cane

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È noto l’amore del cane per il suo padrone; e tutti sanno che nell’agonia della morte egli accarezza il padrone.
Charles Darwin

Dire addio al proprio migliore amico non è mai facile, lo so perché ci sono passata. So quanto sia difficile fare una scelta del genere, seppur giusta. Non farla è solo una scelta egoistica per noi e non per il bene del nostro cane. 

Così oggi sono qui per parlarti a cuore aperto e per dare addio a un caro amico: Pepe. Forse hai compiuto questa scelta anche tu, o forse hai qualche amico o familiare che in questo momento si trova a dover prendere questa decisione. Così voglio raccontarti questa storia, in modo tale che anche tu possa capire cosa significa amare qualcuno fino al suo ultimo respiro…

Pepe – il cane bauletto

 

Pepe, il cane bauletto: così lo definiva mia cugina. Forse per via del suo peso. In effetti non ha mai amato la forma perfetta ma era tutto un pezzo, proprio come un bauletto.

Pepe è entrato in casa Marini nel 2012. Aveva all’incirca due anni. Sai, noi siamo sempre stati una famiglia numerosa.  non tanto per le persone quanto per i cani. Viviamo in una villa bifamiliare e in totale abbiamo avuto 11 cani. Nel corso degli anni, alcuni ci hanno lasciato dopo aver trascorso tanto tempo con noi, altri sono ancora qui. A quel tempo, per i troppi cani che c’erano nelle due case anche i miei zii non avevano intenzione di prendere un nuovo cane. Ma non importava, perché quel giorno è stato Pepe a scegliere i miei zii come la sua nuova famiglia. Ricordo ancora quel periodo. A Frosinone aveva nevicato molto e in mezzo al giardino di zia, Roberta (mia cugina) si accorse di un cane nero e marrone, simile a un beagle, in mezzo a un prato bianco. 

Come ti dicevo, zia aveva altri cani, ma questo non gli ha impedito di prendersi cura anche di lui. Aveva il segno di una corda sul collo e quindi sicuramente era scappato di casa. Aveva fatto bene, perché in questo modo ha trovato una famiglia che se ne sarebbe preso cura.

Prima di adottarlo del tutto, io e mia cugina abbiamo fatto delle lunghe camminate nel quartiere insieme a Pepe per vedere se fosse stato smarrito da qualcuno. Nessuno lo conosceva  e quindi è entrato ufficialmente in casa Marini. 

L’arrivo in famiglia di Pepe

Ha dovuto ambientarsi in un branco dove comandava la più piccola, (Peca), un simil volpino. Come tutti i cani buoni e socievoli ha saputo adattarsi. Aveva un giardino, tanti giochi, materassi e morbidi cuscini sui quali dormire. Tante coccole sui divani e sulle poltrone da parte dei padroni che lo viziavano da morire. Un giorno però accadde un episodio: Pepe non si trovava più… 

Dopo poche ore tornò a casa e da lontano si accorsero che aveva il muso gonfio e aveva quasi perso un occhio. Facemmo una corsa in clinica, ma purtroppo perse quell’occhio, che da quel momento è stato un suo elemento caratterizzante. 

Doveva essere sempre medicato e, anche se i primi giorni odiava il collirio, con il passare dei mesi imparò a conviverci creando un rituale. Ormai aveva imparato il meccanismo: così, ogni volta si recava in bagno zia o zio prendevano l’ovatta e lui buono buono si faceva toccare l’occhio. A una condizione però: dopo averlo fatto, lui doveva mordicchiare l’ovatta per avere la prova che fosse andato tutto bene.

È stato un cane amato e coccolato ma, come tutti, anche lui sta arrivando alla fine della sua vita… qualche mese fa si è ammalato e ha contratto un tumore (uno dei più aggressivi). E non c’era più nulla da fare: solo farlo vivere nella maniera più dignitosa possibile fino a oggi… quando il veterinario ha detto di comprargli una pastarella e di coccolarlo da morire prima di accompagnarlo nel suo ultimo viaggio…

Ma come dire addio al proprio cane?

 

Come ti ho detto, abbiamo avuto vari cani nel corso della nostra vita. Alcuni ci sono ancora, uno in particolare ci sta per lasciare: il suo nome è Pepe.

Dire addio al proprio migliore amico non è mai facile e lo so per esperienza. È la cosa più difficile che puoi provare… hai paura di non capire se è il momento giusto… ma anche se hai paura e non sai quando avverrà, il tuo cane te lo farà capire. Ti farà capire quando è giunta la sua ora e quando vuole essere lasciato in pace. Fa paura? Sì. Ti sentirai male ogni giorno e ricordando quella scelta proverai dolore, ma anche pace perché saprai che è stata la scelta più giusta che potessi fare e sai che in quel modo non hai continuato a farlo soffrire. Gli hai regalato gioia, amore e lui ti ha donato tutto se stesso… E alla fine dei conti è questo quello che conta!

 

Oggi è arrivato il suo giorno… E mentre scrivo gli sto dando il mio ultimo saluto. Il medico veterinario ci ha spiegato che il cane, nell’eutanasia, attraversa tre fasi. Durante la prima viene tranquillizzato e inizia un riposino che lo fa essere completamente rilassato. Nella seconda, gli viene iniettata una dose medicinale, pari a quella che viene data per l’anestesia necessaria per intubare il cane, prima di un intervento chirurgico. Nella terza e ultima fase, agisce un cocktail  in endovena. Quest’ultimo induce, nel giro di qualche minuto, un primo arresto del diaframma, per cui il cane smette di respirare… Dopo qualche minuto il farmaco inizia a fare il suo effetto sugli altri organi, fino ad arrivare al cuore… E il tuo cane smette così di esistere. Soffre? NO!!! Dà il suo addio al mondo durante il sonno…

 

Oggi Pepe ha salutato tutti nella sua casa, circondato dall’affetto dei suoi cari, fino al suo ultimo respiro. Sicuramente ora starà attraversando anche lui il ponte dell’arcobaleno e incontrerà di nuovo Peca. Così insieme non si sentiranno più soli e chissà se anche nell’aldilà comanderà ancora lei… 

1 Comment
  1. Like!! Great article post.Really thank you! Really Cool.

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